Introduzione
Il materiale elettrico usato negli impianti è un tema delicato che interessa sempre più installatori, soprattutto in un contesto di forte pressione sui costi e disponibilità di componenti di seconda mano.
Tuttavia, nel settore elettrico professionale, il riutilizzo di componenti non è una semplice scelta economica: comporta implicazioni normative, tecniche e assicurative molto rilevanti.
In questo articolo analizziamo quando (e se) è possibile utilizzare materiale elettrico usato negli impianti, quali rischi comporta e quali responsabilità ricadono sull’installatore.
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Normativa impianti elettrici: DM 37/08 e obbligo di regola dell’arte
Il riferimento principale per gli impianti elettrici in Italia è il DM 37/08.
Questo decreto stabilisce che ogni impianto deve essere realizzato secondo la regola dell’arte e con materiali conformi alle normative tecniche vigenti.
In particolare, al termine dei lavori, l’installatore è obbligato a rilasciare la Dichiarazione di Conformità (DiCo).
Di conseguenza, chi firma la DiCo si assume la piena responsabilità della corretta esecuzione dell’impianto.
Inoltre, la conformità si basa anche sulla Legge 186/68 e sulle norme CEI applicabili, come:
- CEI 64-8 (impianti elettrici utilizzatori)
- CEI EN 61439 (quadri elettrici)
Materiale elettrico usato: responsabilità dell’installatore
L’utilizzo di materiale elettrico usato negli impianti modifica in modo significativo il livello di responsabilità dell’installatore.
Infatti, nel momento in cui un componente viene riutilizzato:
- non è più garantita la sua storia operativa
- non è verificabile l’usura reale
- viene meno la tracciabilità del prodotto
Di conseguenza, l’installatore diventa l’unico soggetto responsabile della sua idoneità.
Inoltre, eventuali difetti non sono più riconducibili con certezza al produttore, ma ricadono direttamente sull’impianto realizzato.
Rischi assicurativi e conseguenze legali
In caso di guasto, incendio o cortocircuito, l’impianto viene analizzato attraverso perizie tecniche approfondite.
Infatti, le compagnie assicurative verificano:
- conformità dei componenti installati
- tracciabilità dei materiali
- rispetto delle norme tecniche
Se emerge l’utilizzo di materiale elettrico usato negli impianti, possono verificarsi conseguenze rilevanti:
- contestazione della conformità dell’impianto
- riduzione o mancato risarcimento del danno
- possibile rivalsa sull’installatore
Di conseguenza, il rischio non è solo tecnico, ma anche economico e legale.
Rischi tecnici del materiale elettrico usato
Oltre agli aspetti normativi, esistono anche criticità tecniche spesso sottovalutate.
Usura degli interruttori automatici
Gli interruttori magnetotermici e differenziali hanno una vita utile limitata.
Infatti, ogni intervento su corto circuito o sovraccarico riduce progressivamente le prestazioni interne del dispositivo.
Tuttavia, su un componente usato non è possibile conoscere:
- limiti di cicli meccanici
- limiti di interruzione in corto circuito
- componenti interni soggetti a usura invisibile
Un dispositivo usato può aver già interrotto guasti importanti, compromettendo la sua affidabilità futura.
Degrado degli scaricatori di sovratensione (SPD)
Gli SPD subiscono un degrado progressivo nel tempo.
Ogni sovratensione assorbita riduce la loro capacità protettiva.
Di conseguenza, anche se lo stato visivo può sembrare corretto, il dispositivo potrebbe non garantire più la protezione nominale.
Questo rappresenta un rischio concreto per:
- inverter
- PLC
- sistemi di automazione industriale
CEI EN 61439 e quadri elettrici: perché l’usato è critico
La norma CEI EN 61439 disciplina la progettazione e realizzazione dei quadri elettrici.
- calcoli termici certificati
- componenti con caratteristiche note e documentate
- verifiche di progetto e di tipo
Tuttavia, l’inserimento di componenti usati compromette questa catena di conformità.
Di conseguenza:
- dati tecnici non aggiornabili
- impossibilità di garantire dissipazione e selettività
- perdita della validazione progettuale
È possibile riutilizzare materiale elettrico?
Ambito privato o didattico
Il riutilizzo di materiale elettrico può essere ammesso:
- in ambito hobbistico
- su banchi prova
- per attività didattiche personali
In questi casi non viene rilasciata alcuna Dichiarazione di Conformità e la responsabilità è esclusivamente dell’utilizzatore.
Uso professionale negli impianti
Nel settore professionale (impianti civili, industriali, terziario):
- il materiale deve essere nuovo
- deve essere tracciabile
- deve rispettare le norme CEI e il progetto
L’uso di materiale elettrico usato è, nella pratica, incompatibile con gli obblighi normativi e assicurativi dell’installatore.
Conclusioni: il vero costo del risparmio
Il risparmio ottenuto dall’utilizzo di materiale elettrico usato è solo apparente.
Nel settore impiantistico, il valore reale non è il prezzo del componente, ma:
- la sicurezza dell’impianto
- la conformità normativa
- la tutela legale del professionista
Un impianto elettrico non si giudica quando funziona, ma quando qualcosa smette di funzionare.
Per questo motivo, nella pratica professionale, la scelta corretta resta una sola:
utilizzare esclusivamente materiale elettrico nuovo, certificato e tracciabile da canali ufficiali.


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