Il cablaggio quadri elettrici in 30 secondi

Un cablaggio professionale nasce da una sequenza precisa: studio dello schema, montaggio ordinato, collegamento PE, circuiti di potenza, ausiliari, siglatura, crimpatura corretta e serraggio dinamometrico. La qualità finale dipende soprattutto da ordine, identificazione dei conduttori e rispetto delle indicazioni del costruttore.

Introduzione

Il cablaggio di un quadro elettrico industriale non consiste semplicemente nel collegare dei conduttori seguendo uno schema elettrico. Un quadro ben cablato deve essere sicuro, facilmente manutenibile, ordinato, conforme alle normative e in grado di superare il collaudo senza anomalie.

L’esperienza insegna che due quadri realizzati con gli stessi componenti possono avere qualità completamente differenti. La differenza è determinata dal metodo di lavoro, dalla cura dei dettagli e dal rispetto delle buone pratiche di officina.

In questa guida vedremo come organizzare il lavoro sul banco, come instradare correttamente i conduttori, quali regole seguire durante il cablaggio e quali accorgimenti permettono di ottenere un risultato professionale.

Il cablaggio industriale tra estetica, funzionalità e normative

L’ordine non è solo un fattore estetico.

Anzi, è uno degli elementi che incidono maggiormente sulla qualità del quadro elettrico.

Un cablaggio ordinato permette infatti di:

  • ridurre i tempi di montaggio;
  • semplificare il collaudo;
  • facilitare la ricerca guasti;
  • diminuire il rischio di errori durante la manutenzione;
  • migliorare la dissipazione del calore nelle canaline;
  • ridurre il rischio di interferenze elettromagnetiche.

Un quadro disordinato, al contrario, rende difficoltoso qualsiasi intervento futuro e aumenta la probabilità di errori durante modifiche o ampliamenti dell’impianto.

NOTA DEL PROGETTISTA: Un buon cablatore realizza un quadro che possa essere compreso anche da chi lo aprirà tra dieci anni. Ogni conduttore deve avere una funzione evidente e un percorso facilmente eseguibile.

Dal punto di vista normativo, il cablaggio dei quadri macchina fa riferimento principalmente alla CEI EN 60204-1, mentre la progettazione e costruzione dell’insieme quadro rientra nella CEI EN 61439-1/2.

È importante non confondere queste norme con la CEI 64-8, applicabile agli impianti elettrici civili e del terziario.

Lo studio dello schema elettrico: come leggerlo con gli occhi del cablatore

Prima ancora di prendere una pinza spelafili, il cablatore dovrebbe dedicare alcuni minuti a leggere lo schema elettrico.

Questo passaggio evita gran parte degli errori che normalmente si verificano durante il montaggio.

L’obiettivo non è semplicemente leggere lo schema, ma trasformarlo mentalmente nel percorso fisico che seguiranno i conduttori.

Durante questa fase conviene individuare:

  • alimentazione principale;
  • distribuzione della potenza;
  • circuiti ausiliari;
  • alimentazioni in corrente continua;
  • dispositivi installati sulla porta;
  • collegamenti verso il bordo macchina;
  • eventuali cavi schermati;
  • circuiti che richiedono separazione EMC.

Una lettura preventiva permette inoltre di riconoscere eventuali incongruenze tra schema e disposizione reale dei componenti.

Come progettare lo schema di cablaggio del quadro elettrico sul banco

Prima di iniziare, è fondamentale sapere come leggere lo schema elettrico. 

Tuttavia, uno degli errori più frequenti dei cablatori meno esperti consiste nel cablare un filo alla volta seguendo lo schema dall’inizio alla fine.

Al contrario, i professionisti lavorano invece per gruppi funzionali.

Ad esempio:

  • alimentazione generale;
  • distribuzione trifase;
  • alimentazione alimentatori;
  • catena di sicurezza;
  • circuiti PLC;
  • uscite digitali;
  • morsettiere;
  • collegamenti porta quadro.

Questo approccio riduce drasticamente gli incroci inutili e rende molto più ordinato il risultato finale.

Preparare il materiale prima di iniziare

Prima di iniziare il cablaggio è buona pratica verificare che siano disponibili:

  • schema elettrico aggiornato;
  • distinta materiali;
  • siglature;
  • puntalini;
  • fascette;
  • canaline;
  • utensili di crimpatura;
  • spelafili;
  • utensili dinamometrici.

Interrompere continuamente il lavoro per cercare materiale aumenta la probabilità di errori.

Gli Strumenti che fanno la differenza in officina

Per elevare la qualità del cablaggio e ottimizzare il lavoro al banco, consigliamo l’adozione di utensili professionali specifici:

  • Pinza crimpatrice autoregolante a impronta esagonale: Ideale per capicorda a bussola, garantisce una crimpatura uniforme e sicura su ogni sezione.
  • Chiave dinamometrica digitale: Indispensabile per i blocchi di potenza, permette di rispettare con precisione le coppie di serraggio raccomandate, assicurando la massima tenuta elettrica e meccanica.

Regole di cablaggio dei quadri elettrici: sequenza operativa sul banco

Ogni officina sviluppa nel tempo un proprio metodo operativo.

Tuttavia, la maggior parte dei quadristi professionisti segue una sequenza molto simile, perché consente di lavorare con maggiore ordine e ridurre il numero di rifacimenti.

Cablaggio morsettiera quadro elettrico industriale

L’ordine consigliato è il seguente:

  1. preparazione della piastra;
  2. canaline e guide DIN;
  3. montaggio componenti;
  4. siglatura;
  5. cablaggio PE;
  6. cablaggio di potenza;
  7. cablaggio ausiliario;
  8. collegamenti porta quadro;
  9. collegamenti bordo macchina;
  10. controlli finali.

Seguire questa sequenza evita di dover rimuovere cavi già installati per raggiungere morsetti nascosti.

Preparazione meccanica e tracciatura della piastra

La qualità del cablaggio nasce molto prima del primo collegamento elettrico.

Una piastra ben organizzata permette percorsi dei conduttori più lineari, canaline meno affollate e una manutenzione molto più semplice.

Dimensionamento della carpenteria e margini di espansione

La scelta delle dimensioni della carpenteria è un passaggio logistico fondamentale. Non limitarti a coprire gli ingombri minimi dei componenti; un quadro elettrico correttamente progettato deve prevedere un margine di rispetto del 20-30% rispetto alla superficie totale della piastra. Questo spazio libero non è “vuoto sprecato”, ma una necessità tecnica per favorire la corretta dissipazione termica dei componenti di potenza e garantire la modularità dell’impianto, permettendo futuri ampliamenti senza dover sostituire l’intera carpenteria.

Prima del montaggio è opportuno verificare:

  • posizione delle guide DIN;
  • spazi di manovra;
  • distanza tra canaline e apparecchiature;
  • accessibilità ai morsetti;
  • raggi di curvatura dei cavi.

È consigliabile mantenere allineamenti regolari tra interruttori, contattori, relè e morsettiere.

L’occhio individua immediatamente eventuali componenti fuori asse, ma soprattutto un allineamento corretto facilita l’instradamento dei conduttori.

Leggi  Relè industriali: cosa sono, tipi e funzionamento

Evitare il riempimento eccessivo delle canaline

Uno degli errori più comuni consiste nel progettare canaline già completamente piene.

Quando il quadro verrà modificato o ampliato non rimarrà spazio disponibile.

Una buona pratica consiste nel mantenere un fattore di riempimento contenuto, così da lasciare margine per eventuali modifiche future.

Questo migliora anche la dissipazione del calore e rende più semplice l’inserimento o la sostituzione dei conduttori.

CONSIGLIO PRATICO: Prima di fissare definitivamente le canaline, simula il percorso dei fasci principali. Bastano pochi minuti per evitare decine di incroci durante il cablaggio.

Il cablaggio delle terre (equipotenzialità di sicurezza)

Il conduttore di protezione rappresenta uno dei primi collegamenti da realizzare.

Collegamento dei conduttori di sicurezza  di un quadro industriale

In questo modo tutti i componenti metallici risultano già equipotenziali durante le successive lavorazioni.

Devono essere collegati alla barra PE:

  • piastra di fondo;
  • porta del quadro;
  • eventuali controporte;
  • carpenterie removibili;
  • canaline metalliche, se previste;
  • parti metalliche accessibili.

Il collegamento della porta deve essere eseguito mediante una treccia flessibile dimensionata in modo adeguato.

La lunghezza deve consentire l’apertura completa della porta senza mettere in trazione il conduttore.

La treccia della porta non deve lavorare in tensione

Una treccia troppo corta tende a strapparsi dopo numerose aperture.

Una eccessivamente lunga può impigliarsi nei componenti installati sulla porta.

Il corretto compromesso è una leggera curva morbida che accompagni il movimento della porta.

Il cablaggio del circuito di potenza

Terminata l’equipotenzialità, si passa normalmente al circuito di potenza.

Sezione (mm²)Portata (A)Coppia Serraggio (Nm)Note
1.513.50.5Ausiliari/Segnale
2.5180.8Potenza piccola/Motori
4241.2Potenza
6312.0Linee principali

Questo comprende generalmente:

  • alimentazione principale;
  • interruttori;
  • sezionatori;
  • contattori;
  • soft starter;
  • inverter;
  • motori;
  • trasformatori;
  • barre di distribuzione.

Per questo, conviene iniziare dai conduttori di sezione maggiore.

Sono infatti quelli più rigidi e richiedono maggiore libertà di movimento.

Inoltre, sarà più semplice inserire i cavi di comando nelle stesse canaline senza creare disordine.

Per quanto riguarda i grossi interruttori (come gli interruttori aperti o i grossi scatolati), è fondamentale che cavi e sbarre siano ancorati a distanze ben precise stabilite dal produttore (indicativamente a 200 mm o 250 mm dal terminale). Questo accorgimento è essenziale per impedire che le violente forze elettrodinamiche generate da un eventuale cortocircuito possano strappare o danneggiare i morsetti dell’interruttore.

Ridurre gli incroci

Quando possibile, ogni circuito dovrebbe seguire un percorso continuo.

Gli incroci inutili rendono il quadro meno leggibile e complicano qualsiasi intervento futuro.

Il percorso più corto non è sempre quello migliore.

Molto spesso è preferibile utilizzare qualche centimetro di conduttore in più per ottenere un cablaggio perfettamente lineare e facilmente identificabile.

Il cablaggio dei circuiti ausiliari e di controllo

Dopo aver completato il circuito di potenza e installato l’ alimentatore 24v, si passa ai circuiti ausiliari.

Generalmente comprendono:

  • PLC;
  • moduli I/O;
  • relè;
  • temporizzatori;
  • alimentatori 24v;
  • pulsanti;
  • selettori;
  • spie luminose;
  • sensori;
  • finecorsa.

In questa fase la precisione diventa ancora più importante.

Inoltre, i conduttori sono numerosi e spesso molto ravvicinati.

Per questo motivo è fondamentale mantenere percorsi ordinati e perfettamente identificabili.

Una buona regola consiste nel far entrare tutti i conduttori nella canalina con lo stesso orientamento, evitando pieghe improvvise e cambi di direzione inutili.

Preparare gruppi di conduttori

Anziché cablare un singolo filo alla volta, è spesso più efficiente preparare piccoli gruppi appartenenti allo stesso circuito.

Crimpatura corretta dei conduttori

Questo metodo consente di:

  • ridurre i tempi;
  • mantenere percorsi paralleli;
  • facilitare la siglatura;
  • diminuire il rischio di dimenticare collegamenti.

I codici colore dei conduttori: gli standard della CEI EN 60204-1

Uno dei primi aspetti che un collaudatore verifica aprendo un quadro elettrico è la corretta identificazione dei conduttori.

L’utilizzo di colori standardizzati permette infatti di riconoscere immediatamente la funzione di un circuito, riducendo gli errori durante manutenzione, ampliamenti e ricerca guasti.

L’obiettivo non è soltanto rispettare una prescrizione normativa, ma rendere il quadro facilmente comprensibile anche molti anni dopo la sua realizzazione.

La CEI EN 60204-1 definisce precise indicazioni per l’identificazione dei conduttori all’interno delle macchine e dei relativi quadri elettrici.

Tabella dei colori dei conduttori

ColoreApplicazioneEsempio pratico
NeroCircuiti di potenza in corrente alternata (AC)Alimentazione trifase tra interruttore generale, contattori e motori
RossoCircuiti ausiliari di comando e controllo in ACBobine contattori a 230 VAC, relè ausiliari
Blu scuroCircuiti ausiliari in corrente continua (DC)PLC, sensori, ingressi e uscite a 24 VDC
Celeste (azzurro chiaro)Conduttore di neutroAlimentazione monofase e servizi ausiliari
Giallo-VerdeConduttore di protezione (PE)Barra di terra, porta, carpenteria e masse metalliche
ArancioneCircuiti alimentati da sorgenti esterneCircuiti che possono rimanere in tensione anche con il sezionatore generale aperto

ATTENZIONE NORMATIVA: Il conduttore giallo-verde è riservato esclusivamente alla funzione di protezione (PE) e non deve essere utilizzato per altri scopi. Analogamente, il celeste identifica il neutro e non dovrebbe essere impiegato come conduttore di comando.

Perché rispettare i colori è fondamentale

Molti considerano il colore dei cavi un semplice dettaglio estetico.

In realtà rappresenta uno degli strumenti più efficaci per prevenire errori durante gli interventi di manutenzione.

Pensiamo a un tecnico chiamato a intervenire dopo dieci anni dalla costruzione del quadro.

Se trova:

  • colori coerenti;
  • siglature corrette;
  • percorsi ordinati;

potrà comprendere il funzionamento dell’impianto in pochi minuti.

In un quadro disordinato, invece, la ricerca di un semplice guasto può richiedere ore.

CONSIGLIO PRATICO: Utilizzare sempre gli stessi criteri di colorazione in tutta la produzione aziendale permette ai cablatori e ai manutentori di lavorare più rapidamente e riduce gli errori durante gli interventi.

Instradamento dei cavi ed eliminazione dei disturbi elettromagnetici (EMC)

Un quadro ordinato non è necessariamente un quadro immune ai disturbi elettromagnetici.

Sempre più impianti utilizzano:

  • inverter;
  • servoazionamenti;
  • alimentatori switching;
  • PLC ad alta velocità;
  • reti Ethernet industriali;
  • bus di campo.

Questi dispositivi generano emissioni elettromagnetiche che possono disturbare i segnali di controllo se il cablaggio non viene progettato correttamente.

La compatibilità elettromagnetica (EMC) inizia proprio dal modo in cui vengono instradati i conduttori.

La regola fondamentale: separare le famiglie di cavi

Una delle migliori abitudini di officina consiste nel non mischiare mai circuiti con caratteristiche differenti.

Idealmente il quadro dovrebbe prevedere percorsi separati per:

  • alimentazioni di potenza;
  • circuiti di comando;
  • segnali analogici;
  • bus di comunicazione;
  • cavi schermati;
  • alimentazioni esterne.
Leggi  Come leggere uno schema elettrico industriale durante un colloquio di lavoro

Questa semplice organizzazione riduce notevolmente il rischio di interferenze.

Evitare il classico “spaghetti wiring”

Il termine spaghetti wiring descrive un quadro in cui i conduttori si intrecciano in modo caotico e privo di criteri logici. Questa gestione disordinata dei cavi compromette seriamente la manutenibilità e la sicurezza dell’impianto. Per un approfondimento sui principali errori nel cablaggio di un quadro di automazione e le buone pratiche di cablaggio, ti suggerisco di leggere l'articolo dedicato.

Regole pratiche di instradamento

  • Usa le canaline dedicate;
  • Mantieni i conduttori paralleli;
  • Limita gli incroci inutili;
  • Orienta i cavi nello stesso verso all’interno delle canaline;
  • Evita torsioni;
  • Garantisci raggi di curvatura regolari;
  • Non comprimere eccessivamente i fasci.

L’ordine ottenuto renderà immediatamente più leggibile tutto il quadro.

La separazione tra potenza e segnali

Uno degli errori più frequenti consiste nel far viaggiare insieme:

  • alimentazione motori;
  • cavi encoder;
  • segnali analogici;
  • collegamenti dei sensori.

Quando un motore viene avviato o un inverter commuta ad alta frequenza, si generano disturbi che possono essere accoppiati ai circuiti di segnale.

Per questo motivo è buona pratica mantenere percorsi fisicamente separati.

Se un attraversamento è inevitabile, è preferibile che avvenga con un incrocio prossimo ai 90°, limitando il tratto di affiancamento.

Gestione dei cavi schermati

I cavi schermati richiedono particolare attenzione.

La schermatura ha lo scopo di intercettare i disturbi elettromagnetici prima che raggiungano i conduttori interni.

Per essere realmente efficace deve essere installata seguendo le indicazioni del progettista e del costruttore dei componenti.

Gli errori più frequenti sono:

  • schermatura interrotta troppo presto;
  • tratto non schermato eccessivamente lungo;
  • schermatura lasciata “volante”;
  • piegature eccessive del cavo.

NOTA DEL PROGETTISTA: Nei sistemi con inverter, servoazionamenti e reti industriali, la disposizione fisica dei cavi incide sulle prestazioni quanto la scelta dei componenti. Un buon instradamento riduce i disturbi ancora prima di ricorrere a filtri EMC.

Riempimento corretto delle canaline

Una canalina completamente piena rappresenta sempre un problema.

I conduttori risultano compressi, il calore si smaltisce con maggiore difficoltà e ogni futura modifica richiederà molto più tempo.

Come regola pratica, è consigliabile che lo spazio occupato dai conduttori rimanga inferiore al 50-60% della capacità utile della canalina.

Questo consente di:

  • aggiungere nuovi collegamenti;
  • sostituire facilmente un conduttore;
  • migliorare la ventilazione;
  • evitare deformazioni del coperchio.

NOTA DEL PROGETTISTA: Un leggero sovradimensionamento delle canaline durante la progettazione costa molto meno delle ore di manodopera necessarie per rifare un cablaggio congestionato.

Il segreto dell’asola di rispetto (Slack)

Tra le piccole attenzioni che distinguono un cablaggio professionale da uno improvvisato c’è la cosiddetta asola di rispetto, spesso chiamata anche slack.

Molti cablatori alle prime esperienze tendono a tagliare ogni conduttore esattamente a misura.

In realtà questa soluzione rende il collegamento rigido e poco tollerante alle vibrazioni o agli interventi futuri.

Il trucco del mestiere: l’asola di rispetto

Lascia sempre una leggera curvatura morbida prima dell’ingresso nel morsetto.

Questa piccola riserva di cavo:

  • assorbe le vibrazioni;
  • compensare le dilatazioni termiche;
  • evita tensioni meccaniche sul morsetto;
  • consente di rifare una connessione senza sostituire il conduttore.

Come regola pratica, il raggio di curvatura dovrebbe essere almeno quattro volte il diametro esterno del cavo, evitando pieghe troppo strette che potrebbero danneggiare il conduttore o l’isolante.

Errori da evitare durante l'instradamento

Anche un cablatore esperto può commettere errori quando i tempi di produzione sono particolarmente stretti.

Tra quelli che più frequentemente emergono durante il collaudo troviamo:

  • Evita conduttori troppo tesi;
  • Non sovraccaricare le canaline;
  • Limita la compressione dei fasci;
  • Assicura percorsi uniformi;
  • Separa cavi di potenza e segnali;
  • Gestisci correttamente la schermatura;
  • Rispetta i raggi di curvatura.

Molti di questi problemi possono essere evitati semplicemente dedicando qualche minuto in più alla pianificazione del percorso dei conduttori prima di iniziare il cablaggio.

Connessioni perfette: taglio, spelatura, crimpatura e serraggio dinamometrico

Il cablaggio di un quadro elettrico non termina con il corretto instradamento dei conduttori. La qualità di ogni singola connessione determina l’affidabilità dell’intero impianto.

Una connessione realizzata male può causare:

  • surriscaldamenti localizzati;
  • cadute di tensione;
  • falsi contatti;
  • interventi intempestivi;
  • guasti difficili da individuare.

Per questo motivo ogni fase della preparazione del conduttore deve essere eseguita con utensili idonei.

Nelle officine più moderne e digitalizzate, la sequenza dei fili è calcolata dal software di progettazione che crea un gemello digitale (Digital Twin); questi dati vengono inviati a un centro di lavoro automatizzato (es. Wire Terminal WT) in grado di tagliare, spellare, crimpare e siglare autonomamente decine di fili diversi, fornendo all’operatore un “mazzo” pronto solo da inserire.

Taglio del conduttore

Il primo passaggio consiste nel tagliare il conduttore alla lunghezza corretta.

L’errore più comune è tagliare il filo “a filo” del morsetto.

Un conduttore troppo corto:

  • lavora costantemente in trazione;
  • rende difficoltose le future manutenzioni;
  • trasmette le vibrazioni direttamente al morsetto.

Al contrario, un conduttore eccessivamente lungo genera anse inutili e rende il cablaggio disordinato.

L’obiettivo è ottenere un percorso naturale, senza tensioni meccaniche e con una leggera asola di rispetto.

Spellatura

La spellatura è un’operazione apparentemente semplice, ma una spellatura eseguita male compromette la qualità del collegamento.

La lunghezza della parte spellata deve essere adeguata al morsetto utilizzato.

Durante questa operazione occorre evitare di:

  • incidere i trefoli;
  • schiacciare il rame;
  • danneggiare l’isolante;
  • lasciare rame scoperto all’esterno del morsetto.

Una pinza spelafili automatica regolata correttamente garantisce risultati molto più uniformi rispetto agli utensili universali.

CONSIGLIO PRATICO: Se durante la spellatura vengono tranciati alcuni trefoli del conduttore flessibile, è preferibile rifare completamente il collegamento piuttosto che utilizzare comunque il filo.

Crimpatura dei puntali

Nei quadri industriali vengono utilizzati prevalentemente conduttori flessibili.

Per questo motivo è fondamentale applicare il puntalino corretto prima del serraggio nel morsetto.

Una crimpatura professionale garantisce:

  • maggiore superficie di contatto;
  • distribuzione uniforme della pressione;
  • riduzione dell’ossidazione;
  • minore rischio di rottura dei trefoli.

La qualità della pinza crimpatrice incide direttamente sulla qualità del lavoro.

Gli utensili professionali eseguono una compressione uniforme e ripetibile, mentre quelli economici producono spesso deformazioni irregolari.

È obbligatorio utilizzare i puntalini?

Sì.

La CEI EN 60204-1 richiede che i conduttori flessibili siano terminati in modo idoneo quando collegati a morsetti che lo richiedono.

Leggi  EMC Quadri Elettrici: Come Eliminare i Disturbi

L’impiego dei puntalini isolati rappresenta la soluzione normalmente adottata nell’industria.

I vantaggi sono numerosi:

  • protezione dei trefoli;
  • maggiore affidabilità elettrica;
  • migliore resistenza alle vibrazioni;
  • manutenzione più semplice;
  • collegamenti più ordinati.

L’inserimento diretto del conduttore flessibile nel morsetto, quando non previsto dal costruttore, può compromettere la qualità della connessione.

Serraggio dinamometrico

Molti problemi che emergono durante il collaudo non dipendono dal cablaggio, ma da un serraggio non corretto.

Un morsetto poco serrato aumenta la resistenza di contatto.

Con il passare del tempo questo può provocare:

  • aumento della temperatura;
  • annerimento dei morsetti;
  • allentamento progressivo;
  • interruzioni intermittenti;
  • danneggiamento del componente.

Al contrario, un serraggio eccessivo può deformare il morsetto o lesionare il conduttore.

Per questo motivo gli utensili dinamometrici sono ormai indispensabili nelle officine professionali.

ATTENZIONE NORMATIVA: Ogni morsetto, interruttore, contattore e morsettiera deve essere serrato utilizzando un cacciavite dinamometrico impostato sulla coppia di serraggio prescritta dal costruttore e riportata nel catalogo tecnico o nel datasheet del componente. Non esiste una coppia di serraggio universale valida per tutti i dispositivi. Un serraggio insufficiente può provocare surriscaldamenti e falsi contatti, mentre un serraggio eccessivo può danneggiare il morsetto, compromettere il conduttore o alterare le prestazioni del collegamento.

Cablaggio sulla porta del quadro: come proteggere i conduttori in movimento

La porta del quadro rappresenta uno dei punti più critici dell’intero cablaggio.

Ogni apertura e chiusura genera infatti un movimento continuo dei conduttori.

Con il passare degli anni questo può provocare:

  • rottura dei trefoli;
  • danneggiamento dell’isolante;
  • distacco dei morsetti;
  • interruzione dei segnali.

Per evitare questi problemi è necessario progettare il percorso dei cavi tenendo conto della cinematica della porta.

Organizzare il fascio dei conduttori

I collegamenti destinati alla porta devono essere raccolti in un fascio ordinato.

È buona pratica:

  • mantenere tutti i conduttori paralleli;
  • evitare torsioni;
  • utilizzare guaine protettive quando necessario;
  • impedire lo sfregamento contro gli spigoli della carpenteria.

Il movimento deve avvenire in modo naturale, senza punti di forte piegatura.

Posizionare correttamente il punto di flessione

Il punto in cui il fascio si piega durante l’apertura deve essere il più ampio possibile.

Una piega sempre nello stesso punto accelera infatti l’affaticamento del rame.

Per questo motivo è preferibile distribuire la curvatura lungo un tratto più esteso.

Proteggere il collegamento di terra della porta

Anche il collegamento equipotenziale della porta deve seguire il movimento senza subire trazioni.

La treccia deve:

  • consentire l’apertura completa;
  • non interferire con le apparecchiature;
  • non impigliarsi nei cablaggi;
  • mantenere una curvatura naturale.

Checklist operativa del cablatore

Prima del collaudo è consigliabile effettuare una verifica completa del quadro.

Meccanico

  • □ Componenti fissati correttamente.
  • □ Guide DIN perfettamente serrate.
  • □ Canaline integre e correttamente chiuse.
  • □ Nessun truciolo o materiale estraneo all’interno del quadro.

Cablaggio

  • □ Equipotenzialità PE verificata, compresa la treccia della porta.
  • □ Siglatura presente su entrambi i lati di ogni conduttore.
  • □ Colori dei conduttori conformi allo schema.
  • □ Nessun trefolo di rame visibile.
  • □ Puntalini correttamente installati sui conduttori flessibili.
  • □ Percorsi ordinati e privi di tensioni meccaniche.
  • □ Canaline con fattore di riempimento inferiore al 50-60%.

Connessioni

  • □ Serraggi eseguiti con utensile dinamometrico.
  • □ Nessun morsetto dimenticato.
  • □ Assenza di conduttori allentati.
  • □ Continuità dei collegamenti verificata.

Controllo finale

  • □ Pulizia completa del quadro.
  • □ Eliminazione di polvere e trucioli con aria compressa.
  • □ Verifica visiva dell’ordine generale del cablaggio.

Procedura di collaudo quadri elettrici: le verifiche obbligatorie

Verifiche costruttive:

  • Esame a vista del grado IP;
  • controllo visivo e misurazione delle distanze d’isolamento;
  • continuità del circuito di protezione (PE) accertata meccanicamente ed elettricamente;
  • controllo serraggio a campione con chiave dinamometrica.

Verifiche prestazionali:

  • Proprietà dielettriche (misurazione della resistenza di isolamento tramite megaohmmetro come alternativa per quadri fino a 250 A);
  • verifica del funzionamento elettrico simulato e degli interblocchi.

Nota finale: L’esito positivo delle verifiche in officina non esonera l’installatore dall’effettuare controlli post-trasporto e installazione.

Domande frequenti (FAQ)

È obbligatorio usare i puntalini a bussola isolati sui fili flessibili?

Sì. Quando il tipo di morsetto lo richiede, i conduttori flessibili devono essere terminati con un sistema idoneo. Nella pratica industriale i puntalini isolati rappresentano la soluzione più diffusa perché proteggono i trefoli e garantiscono connessioni affidabili.

Qual’è la differenza tra cablaggio bordo macchina e quadro di distribuzione?

Il cablaggio bordo macchina collega sensori, attuatori, motori e dispositivi installati direttamente sulla macchina industriale. Deve tenere conto di vibrazioni, agenti esterni, flessioni e protezione meccanica dei cavi.

Il quadro di distribuzione, invece, ha principalmente il compito di distribuire l’energia elettrica e i segnali di comando ai diversi circuiti interni.

Come si calcola il fattore di riempimento delle canaline?

Si confronta la sezione occupata dall’insieme dei conduttori con la sezione utile interna della canalina.

Nella pratica progettuale è consigliabile non superare il 50-60% della capacità disponibile, così da facilitare la dissipazione del calore e consentire future modifiche.

Perché è importante separare potenza e segnali?

La vicinanza tra cavi di potenza e cavi di segnale può favorire l’accoppiamento di disturbi elettromagnetici, causando anomalie nei PLC, nei sensori e nei sistemi di comunicazione industriale.

È possibile utilizzare fascette al posto delle canaline?

Le fascette possono essere utilizzate per organizzare piccoli fasci di conduttori, ma non sostituiscono le canaline progettate per guidare, proteggere e mantenere ordinato il cablaggio all’interno del quadro.

Quali sono le dimensioni standard di un quadro elettrico industriale?

Le dimensioni standard dei quadri elettrici industriali sono definite dall'ingombro modulare delle carpenterie, studiate per accogliere i componenti su barre DIN standard e garantire margini adeguati per la dissipazione termica e gli spazi di manovra.

Che colore si usa per il cablaggio in corrente continua a 24VDC?

Secondo quanto prescritto dalla norma CEI EN 60204-1, il colore da utilizzare per i circuiti ausiliari di comando e controllo in corrente continua (24V DC) è il blu scuro.

È obbligatoria la prova dinamometrica nel collaudo di officina?

Sì, la norma CEI EN 61439-1 impone la verifica del serraggio dei terminali per garantire l’integrità meccanica ed elettrica delle connessioni, prevenendo surriscaldamenti e allentamenti.

Conclusioni

Un cablaggio professionale è il risultato di un metodo di lavoro preciso, non della sola esperienza. Ogni scelta, dalla disposizione dei componenti, l’instradamento dei cavi, dalla crimpatura dei puntalini al serraggio dinamometrico, contribuisce alla sicurezza, all’affidabilità e alla manutenibilità del quadro elettrico.

Realizzare un quadro ordinato significa ridurre i tempi di collaudo, semplificare gli interventi futuri e aumentare la vita utile dell’impianto. È un investimento che ripaga sia il costruttore sia il manutentore, perché ogni conduttore risulta immediatamente identificabile e ogni collegamento può essere verificato con rapidità.

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Approfondimenti sui dispositivi e sistemi utilizzati nei quadri di automazione industriale.

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